Ti puo’ capitare di incontrare “Nomadi Grigi” in giro

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                                 “Caro, mi porti in giro per il mondo con quel carroccio?”

In Marzo abbiamo avuto la grande idea ( non proprio… ) di comprare un camper e cominciare cosi’ la nostra avventura alla ricerca di lavoro nelle campagne australiane per rinnovare cosi’ il visto per un altro anno.

Quello che doveva essere un breve viaggio di un paio di giorni da Sydney a Ballarat (nello stato del Victoria, dove c’era prospettiva di lavoro), si e’ rivelato invece ben piu’ lungo per problemi vari. Ci siamo fermati in tre diversi campeggi e come spesso succede in questi casi, ci siamo ritrovati a parlare con altri viaggiatori. Fin qui nulla di speciale.

Beh, non proprio. Non erano giovani e rumorosi backpacker europei come forse ci si aspetterebbe, ma simpatici e “maturi” viaggiatori australiani. Intendo dai 60 anni in su.

Ci sono state le due coppie conosciute a Tumut, nella zona cucina.del campeggio. Mentre noi cucinavamo hamburger, loro giocavano a carte, ridendo e chiaccherando come fanno gli amici di vecchia data. I due uomini della coppia si sono alzati ad un certo punto per lavare i piatti. Uno di loro mi ha detto sorridendo “ Sono sposato da circa 50 anni. Vuoi sapere qual’e’ il secreto per un matrimonio duraturo? Ho lavato io i piatti fin dal primo giorno.” Beh, non dicono che si diventa saggi con l’eta’?!

Un’altra interessante coppia di vagabondi erano i nostri “vicini di casa” al campeggio di Shepparton. Fratello e sorella. La donna era piuttosto riservata, mentre l’uomo chiaccherava volentieri e ci ha cosi’ raccontato che la sorella aveva deciso di fare un lungo “road trip” intorno all’Australia e lui ( con il consenso della moglie, ci ha tenuto a specificare ) aveva deciso di accompagnarla, non amando l’idea che facesse tutto da sola.

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POME, rosso come una melagrana

Ci ha raccontato delle sue esperienze passate in Cina e ha chiamato Sam un “POME”. Non avevo mai sentito questa parola e lui ci ha spiegato che e’ il modo in cui gli australiani chiamano a volte gli inglesi  dato che POME sta per Prisoners Of Mother England (prigionieri della madre Inghilterra) , riferendosi al fatto che i primi inglesi arrivati in Australia erano carcerati mandati a scontare le loro pene in terra lontana.

La cosa mi e’ sembrata un po’ ironica, dato che molti australiani discendono ovviamente da quei primi coloni inglesi. Infatti, ho letto poi che originariamente POME era in realta’ il modo con cui gli inglesi si riferivano in modo un po’ sprezzante agli australiani, figli di convitti. E non viceversa.

Ma un’altra interessante teoria che ho letto (Wikipedia) dice che POME sarebbe in realta’ un’abbreviazione di POMEGRANATE (melagrana) e allude al fatto che l’insolazione era (ed e’) molto frequente tra gli immigrati inglesi, la cui pelle chiara diventa(va) rossa come una melagrana pochi giorni dopo il loro arrivo in terra australiana. Questa teoria mi piace molto di piu’.

Ma torno all’argomento principale.

E’ stato solo piu’ tardi quando ero gia’ a Ballarat che ho sentito per la prima volta l’espressione “Grey Nomads, Nomadi Grigi”. La nostra padrona di casa era in procinto di trasferirsi a Philipp Island con il partner, tutti e due sulla sessantina. Ci ha detto che entrambi amavano viaggiare e ha usato quel nome per descriversi.

“Nomadi Grigi” e’ un termine apparentemente nato in Australia e indica una persona solitamente pensionata che viaggia indipendentemente, sopratutto in camper o roulotte, per un periodo di tempo piu’ o meno lungo all’interno dell’Australia, senza avere un programma definito o una data precisa di ritorno. [ da http://andc.anu.edu.au/australian-words/meanings-origins?field_alphabet_value=121 ].

Anche se il fenomeno sembra sia diffuso un po’ in tutto il mondo, e non limitato solo all’Australia, non mi e’ mai capitato nemmeno una volta di incontrare pensionati in roulotte da soli in giro per l’Europa. ( non in viaggi organizzati per intenderci ).

Quindi, se siete fortunati abbastanza da incontrare questi Nomadi Grigi nei vostri viaggi, non lasciate che la differenza di eta’ sia una barriera: parlate con loro ma sopratutto, ascoltate. E’ cosi’ affascinante ascoltare le loro storie di tutta una vita e anche stimolante; sicuramente ha allargato la ( limitata e stereotipata ) idea che avevo di queste “road trip” australiane come esperienze fatte perlopiu’ da persone giovani, nei loro camper colorati, che vanno in giro bevendo “goon” ( il Tavernello australiano per intenderci, vino in cartone molto economico) .

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