La mia Prima Volta con il Bushwalking: un’esperienza tragi-comica

Ed eccomi qui. Cinque minuti dopo aver iniziato e gia’ sto dubitando la mia scelta.

Pensavo sarebbe stato piu’ facile, farlo per la prima volta con qualcuno che conosci.

Invece me ne stavo li’, rigida. Mi vergognavo ad ammettere di essere inesperta fino a tal punto, cosi’ me ne stavo in silenzio, ma la verita’ era questa… solo la vista di quella cosa lunga e viscida avvicinarsi a me mi terrorrizzava a morte!

“Martina, rilassati” disse la mia amica Naz. “Non e’ un serpente, e’ soltanto una lucertola”.

Oh, grazie a Dio. Pensavo mi sarebbe venuto un infarto.

COME E’ COMINCIATO TUTTO :

Bushwalking. Quanto ne ho sempre sentito parlare! E’ praticamente impossibile leggere dell’Australia senza ritrovarsi ad un certo punto davanti a questo parolone…Ma che cosa significa esattamente?

Il Bush Walking non e’ nient’altro che il camminare, fare un’escursione rigorosamente a piedi attraverso il “bush” ( termine tipico australiano che indica in modo molto generico un’area scarsamente popolata, incontaminata, selvaggia ).

L’occasione di cimentarmi finalmente con questa tipica attivita’ e’ arrivata anche per me in una bellissima giornata di Dicembre, quando sono andata insieme alla mia amica Naz al parco Nazionale Ku Ring Gai Chase, situato nel nord di Sydney. Il tempo era splendido, c’era un bel sole e faceva caldo. Dopo un mese dal mio arrivo Down Under (“la Terra di sotto”, come viene spesso chiamata l’Australia) ancora non mi ero abituata a queste stagioni invertite, dato che fino a quel momento “Dicembre” era sempre stato sinonimo di freddo e gelido, sia a Londra che a Bologna.

Per fortuna all’ultimo ho deciso di indossare le mie scarpe da ginnastica e pantaloni lunghi al ginocchio. Per un momento ho pensato di mettermi semplicemente le infradito, faceva cosi’ caldo! Un tempo meravigliosamente caldo necessita di scarpe aperte, giusto? Sbagliato! Non se decidi di fare un po’ di “bush walking”. Beh, la verita’ e’ che io non sapevo esattamente che quello avremmo fatto. L’idea era di incontrarci per pranzo a dopo “ andare a fare una passeggiata da qualche parte”, dato che il tempo era cosi’ bello. Nella mia testa cio’ significa fare una simpatica camminatina leggera, della serie “digeriamo un po’ il pranzo”.

Meno male che ho pensato alla mia schiena e a come mi fa male se cammino a lungo con scarpe sbagliate (troppo alte o troppo basse )…eh si, sto invecchiando mi dicono. E cosi’, indecisa tra l’apparire carina con piedini freschi e l’avere mal di schiena a torturami la sera, ho deciso di indossare le trainers e mandare al diavolo il fashion.

E questa si e’ rivelata poi una scelta intelligente. Sono stata ingenua a pensare che andare in un parco Nazionale in Australia significasse camminare su erbetta fresca appena tagliata, sedersi e fare un pic nic o togliersi le scarpe e camminare scalzi, godendosi la natura intorno senza il minimo pensiero.

Il fatto e’ che in Italia ma anche in Gran Bretagna, dove ho vissuto gli ultimi quattro anni della mia vita, non e’ di certo pericoloso andare a passeggiare nei parchi nazionali. Beh, forse non sempre, dipende ovviamente dal tipo di percorso che si sceglie. Ma quello che sto provando a dire e’ che mentalmente non ero pronta ad essere …costantemente vigile, quando si e’ in mezzo alla natura. Ok lo ammetto. Non ho mai avuto molta esperienza di trekking.

Perche’ andare in un Parco Nazionale in Australia significa andare praticamente in mezzo ad una foresta. Semiselvaggia. Incolta. Significa seguire sentieri che non sono sempre chiari e ben spianati, ma che spesso e volentieri anzi sono insidiosi e non facilmente percorribili, costringendoti a volte a camminare su tratti di roccia, altre volte a camminare in fila indiana, tanto sono stretti.

20151125_161754E poi ci sono gli animali.

Ovviamente mi e’ capitato spesso di leggere di tutti i pericoli australiani che si nascondono in natura ( ragni e  serpenti in primis, ma tanto altro ) ma leggere di una cosa senza sperimentarla non e’ proprio lo stesso. In un certo senso pensavo che “ quelle cose” fossero comunque lontano da me, magari nelle zone sperdute e rurali del centro Australia.

Non lo sono. Bisogna stare semplicemente molto attenti qui, citta’ o campagna che sia

La prima volta che me ne sono resa conto e’ stato in una toilette. Io e Naz abbiamo fatto una “tappa bagno” prima di iniziare la nostra camminata… ed eccolo li’. Una foto di un vermone enorme e nero con la dicitura “ Si prega di non rimuovere le sanguisughe in questi bagni. Le sanguisughe succhiano il sangue, che potrebbe essere infetto…” etc. Sono rimasta a fissare la foto di questa bestiaccia poco invitante e ho chiesto “ E’ una cosa normale?” e la mia amica ha risposto tranquillamente “Ah si, avremmo dovuto portare del sale a dire la verita’. E’ quello che si deve fare se una sanguisuga si attacca alle gambe. Buttarci del sale sopra. In questo modo si raggrinzisce tipo  e si stacca. E’ molto normale che succeda in questo tipo di camminate, non preoccuparti. Probabilmente non e’ la loro stagione comunque”. Ok, almeno l’ultima frase mi ha fatto stare un pochino meglio e in piu’ non volevo passare per una femminuccia, cosi’ ho fatto finta che la cosa non mi turbasse minimamente. MI STAVA TURBANDO ECCOME INVECE.

E cosi’ la camminata ha avuto inizio. Neanche cinque minuti  dopo, qualcosa di lungo e viscido ci e’ passato rapidamente davanti, facendo sobbalzare appena la mia amica mentre io invece ho lanciato un gridolino isterico. “Tutto a posto” ha detto Naz “ E’ semplicemente una lucertola”. Cooosa? Mi sono soffermata a guardare meglio la lucertola piu’ lunga che avessi mai visto ( a parte quelle viste negli zoo – al sicuro dietro un bel vetro spesso), mentre lei abbracciata ad un albero mi guardava di rimando…e poi zap!Le ho fatto una bella foto. Un animale selvaggio finalmente, yuhuuu!

E sinceramete non e’ poi cosi’ spaventosa. E’ anzi una creatura carina, una volta che hai capito che e’ un’innouca lucertola e non un serpente velenoso! ( la sua coda lunga puo’ facilmente trarre in inganno ).

20151125_134812Ho fatto i compiti una volta tornata a casa e controllato su Google… guardando le foto, sembra proprio che quella vista sia una certa “ Goanna”. Direi che il nome anzi suona molto piu’ cool di un banale “lucertola”. Ora posso andare in giro a darmi delle arie dicendo “Ho visto una Goanna, ho visto una Goanna”.

E cosi’ , con me tutta contenta delle mie fote“cool”, siamo andate avanti. Altri dieci minuti passano ed ecco che Naz, che in quel momento camminava davanti a me, si ferma improvvisamente ed annuncia solenne : “ Ok, ho appena visto un serpente! Su, in fretta, andiamo!” . Coosa? Cosa vuol dire S-E-R-P-E-N-T-E?? E che dobbiamo andare? Si esatto, andare! Andare a casa, e di corsa!! Questo e’ quello che mi e’ passato per la testa in quel momento, insieme a “Ma con tutti i posti che si sono al mondo, perche’ diavolo ho deciso di venire in quello piu’ pericoloso? Che mi e’ preso?”. Ecco, Miss Tragedia stava iniziando a dare il meglio di se’. Invece di darle ascolto, ho fatto un bel respiro profondo e cercato di calmarmi; dopotutto, volevo veramente fare questa esperienza. Nel bene e nel male. Tutto quello che dovevo fare era camminare velocemente su un’area melmosa e scura, dove questo serpente si trovava fino a qualche minuto prima. Naz era gia’ al di la’. Ho scannerizzato velocemente la zona ma nessun ombra del bestione. Dopo aver esitato un altro po’ ( e chiedendomi ma esistono le sabbie mobili in Australia? E se questa melma mi trascina giu’?? )mi sono fatta forza e ho camminato in tutta fretta, ovviamente sopravvivendo senza problemi e di conseguenza sentendomi un po’ un’idiota per tutta l’inutile ansia.

Poco dopo la fine di questa tragedia, siamo arrivate vicino ad un fiume e abbiamo incominciato a camminare lungo il suo corso. Guardando verso le rive melmose, mi sono venute in mente tutte quelle volte che ho letto di NON stare vicino alle sponde dei fiumi, dato che questo e’ il luogo dove stanno i coccodrilli.

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Ma i coccodrilli non vivono qui?

Se solo mi fossi ricordata di aver letto che i coccodrilli vivono si’ in Australia, ma NON a Sydney e dintorni (in verita’ vivono ben piu’ a nord ). Direi che avrebbe aiutato immensamente. Invece, grazie alla mia scarsa memoria, ero li’ segretamente terrorizzata pensando pure a questi di animali e allo stesso tempo maledicendomi di aver fatto poca palestra e di non essere un po’ piu’ in forma ( pare che i coccodrilli corrano parecchio veloce).

Per fortuna pero’, mi sono fermata a guardare lo splendido paesaggio che avevamo intorno.

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A poco a poco ho iniziato a rilassarmi e incominciato ad apprezzare quello che stavo vivendo, lo spettacolo di natura che avevo intorno, cosi’ selvaggia, rigogliosa ed affascinante. Faceva un gran caldo, ma gli alberi fitti e la densa vegetazione offrivano ombra e riparo, rendendo la nostra camminata molto piacevole.

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Un rumore nei cespugli ha attirato la nostra attenzione, era un distinto “bum bum” e in mezzo al verde ho visto di sfuggita un animale bello grosso zompettare via… sono molto sicura fosse un canguro! E anche un tacchino selvatico ad un certo punto ci e’ passato davanti di corsa… sembrava molto spaventato da qualcosa e cosi’ ci siamo fermate e abbiamo aspettato un po’, come la saggia Naz ha suggerito ( io ovviamente aspettandomi un qualche animale pericoloso spuntare fuori e, beh, uccidermi?). Decisamente NON sono tragica.

Ma niente di tutto cio’ e’ successo e forse il caro tacchino era stato semplicamente spaventato… da noi?

Ma la parte migliore di tutto il pomeriggio e’ stato vedere un baby canguro ( o forse era un wallaby, non ho ancora capito come si fa a capire la differenza), li’ sul lato del sentiero su cui stavamo camminando. Proprio li’, a pochi metri da noi! Che emozione!! Sono pure riuscita a scattare una foto semi-decente di questa affascinante creaturina mentre zompava via con aria annoiata da questa donna che stava li’ a fissare inebetita… ovvio non poteva sapere che per me e’ stato li’, in quel momento piu’ che mai, che ho realizzato di essere DAVVERO in Australia. Come una sorta di rito di iniziazione, non ti senti davvero in Australia finche’ non hai visto un canguro nel suo habitat naturale ( no, allo zoo non vale ).

You, my little friend, made my day!

You, my little friend, made my day!

Ci sono volute circa tre ore per completare la camminata, ma la sensazione che ho provato alla fine della mia prima girovagata nel bush australiano e’ stata semplicemente fantastica! Sentirsi cosi’ deliziosamente esausti dal camminare, dal caldo, dalla paura ( che pivella ) non e’ mai stato cosi’ bello!

Possa questa essere la prima di tante, forse piu’ rilassanti o piu’ emozionanti ma sempre piacevoli, tante altre volte. Quando una prima volta ti lascia col desiderio di averne di piu’, anche dopo un inzio un po’ tumultuoso, significa che hai appena scoperto qualcosa che ti appassionera’ sempre piu’. E questo mi ricorda un’altra prima volta…:-)

IL PARCO KU RING GAI IN PILLOLE:

  • Si trova a 25 km a Nord di Sydney20151125_151735
  • E’ il secondo parco piu’ vecchio d’Australia
  • E’ stato aggiunto alla lista Unesco dei Patrimoni dell’umanita’ il 15 Dicembre 2006
  • E’necessario pagare una quota per entrare nel parco ( circa 7 euro per auto )
  • I primi abitanti della zona furono gli aborigeni del clan GARIGAL. Se ti interessano le incisioni aborigene, ti consiglio di seguire quella che e’ chiamata Aboriginal Heritage Walk ( al centro informazioni del parco ti forniscono le mappe per seguirla )
  • Il 2016 segna il cinquantesimo anniversario di una famosa serie televisiva australiana chiamata “ Skyppy the Bush Kangaroo”, che racconta la storia di un giovane ragazzo e del suo intelligente canguro. Le riprese della serie si sono svolte nel parco Ku Ring Gai

 

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2 pensieri su “La mia Prima Volta con il Bushwalking: un’esperienza tragi-comica

  1. anna Menetti

    non avevo ancora finito bene di leggere questo post e adesso ho avuto tempo(notte fonda)bellissimo come sempre tesoro che scrittura fluida e interessante!brava!…a quando il prossimo???

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