La Great Ocean Road in inverno: una bellissima idea per un weekend on the road

Io e Sam abbiamo vissuto a Ballarat, nello stato del Victoria, per cinque mesi, lavorando in una potato farm per avere il rinnovo del visto (se non hai ancora visto il video e vuoi farti un’idea di com’e’ stata questa esperienza, ecco il link!). Tra un raccogliere e un selezionare le patate, abbiamo anche trovato il tempo di visitare un po’ lo “Stato-Giardino”, cosi’ come viene soprannominato il Victoria.

La Great Ocean Road (o GOR) e’ sempre stata molto in alto nella mia personale lista dei luoghi da visitare, ma saro’ onesta: nei miei sogni mi sono sempre immaginata di visitarla durante un bel giorno caldo, della serie sole in faccia e un bel vestitino estivo addosso…a dirla proprio tutta, cosi’ e’ come piu’ o meno mi sarei immaginata di trascorrere ogni singolo giorno in Australia.

gor

Ma realta’ e’ stata ben diversa e, nel caso capiti anche a te di andare a Ballarat nel periodo tra Maggio e Agosto, saro’ chiara: fa freddo. E non un freddino modello leggera brezzolina che scompiglia I capelli, no no proprio freddo cane modello vento gelido che taglia la faccia, neve e ghiaccio.

Spesso la realta’ si rivela diversa da quello che ci siamo immaginati ma quindi che fare? La cosa migliore e’ cercare di sfruttare al meglio quello che si ha, in questo esatto momento.

Piuttosto che aspettare il “giorno perfetto” o “il weekend perfetto” per visitare la GOR (chi lo sa se mai torneremo nel Victoria nel periodo estivo?), abbiamo deciso semplicemente di andare quando potevamo, ovvero un freddo weekend di Luglio.

E, come spesso succede quando si parte con aspettative molto basse, l’esperienza si e’ rivelata piuttosto fantastica e, nonostante un po’ di pioggia, abbiamo capito che andare in una destinazione molto turistica d’inverno ha un sacco di vantaggi, ovvero:

  • I prezzi sono piu’ BASSI
  • Ti puoi a tutti gli effetti GODERE la guida senza stress perche’ c’e’ pochissimo traffico
  • Puoi riuscire a VEDERE tutte le meravigliose attrazioni turistiche senza essere spinto/preso a gomitate tutto il tempo, senza il rischio di prenderti un selfie stick nell’occhio e senza avere tutte le foto rovinate da altre teste/ telefoni/ varie “duck faces” –meglio conosciute come “facce con boccuccia a culo di gallina”-nello sfondo
  • Risparmi un sacco di TEMPO. Essendoci meno persone in giro, non perdi tempo a fare file, ad aspettare che arrivi il tuo momento per andare davanti e avere una visuale migliore o simile, e cosi’ riesci a concentrare piu’ cose nella stessa giornata.
  • Hai un po’ di PACE. Meno turisti significa che puoi finalmente ascoltare il rumore dell’oceano, assaporare il contatto con la natura, prenderti tutto il tempo che vuoi, senza pressioni di dover fare in fretta.

Non male vero? Cosa vuoi che sia vestirti con un maglione in piu’ in confronto a tutti questi vantaggi? Esattamente quello che ho pensato io.

♥ CHE COS’E’ LA GREAT OCEAN ROAD ♥

La Great Ocean Road e’ probabilmente una delle strade turistiche piu’ famose dell’Australia, che si snoda sinuosa come un serpente lungo la costa sud orientale dello stato del Victoria.

I suoi 243 km di lunghezza collegano le citta’ di Torquay a est e Warrnambool a ovest.

La sua costruzione tra il 1919 e il 1932 ha significato importanti opportunita’ di lavoro per i soldati di ritorno dalla prima Guerra Mondiale, aiutandoli in questo modo a ricostruirsi un futuro, oltre che creare una collegamento tra diversi paesini lungo la costa, fino a quel momento molto isolati.

Questa iconica strada e’ considerata il monumento commemorativo di guerra piu’ grande al mondo, in perenne memoria di coloro che diedero la vita durante la grande guerra. A Eastern View (circa 30 minuti di macchina da Torquay) e’ possibile vedere il famoso “Arco della memoria”, che celebra questa famosa strada e in generale tutti coloro che hanno contribuito alla sua creazione.

memorial Arch

                                                        Arco della memoria

E perche’ e’ diventata cosi’ famosa? Perche’ fare una road trip lungo la “grande strada dell’Oceano” significa ammirare fantastiche viste a strapiombo sull’Oceano appunto, dato che per un lungo tratto la strada corre lungo la costa, significa vedere formazioni rocciose uniche al mondo ma anche attraversare parchi naturali di rara bellezza.

I“12 Apostoli” sono sicuramente l’attrazione piu’ conosciuta della GOR, ma c’e’ cosi’ tanto da vedere che cercare di incastrare tutto in un giorno solo e’ un vero peccato (e questo e’ quello che I tour organizzati in corriera offrono).

Noi avevamo due giorni a disposizione (da venerdi’ sera a domenica) e una macchina a noleggio per avere piu’ liberta’ e questi sono I posti che assolutamente non abbiamo voluto perdere.

♥ LORNE E LE CASCATE ERSKINE ♥

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Lorne si trova a circa un’oretta di viaggio da Torquay (il punto di inizio ufficiale della GOR e dove noi abbiamo pernottato il venerdi’) e lungo il tragitto che separa I due paesi tappa obbligatoria e’ il sicuramente il “Memorial Arch” (Arco della memoria), ma si passa anche il faro di Split Point per chi e’ interessato.

La nostra destinazione non era il paese di Lorne in se’, ma le sue cascate, che si trovano a circa 9 km dal centro del paese e che si raggiungono lasciando la Great Ocean Road (e quindi la costa), recandosi verso l’interno.

L’ultimo tratto di strada per raggiungere le cascate e’ un po’ avventuroso diciamo, la strada e’ stretta e sdrucciolevole e quindi c’e’ da stare attenti se non si guida un fuoristrada ma una Toyota Yaris a noleggio come noi. Tanto per fare un esempio.

Una volta raggiunto il parcheggio, e’ davvero facile seguire il percorso che conduce alle cascate, basta seguire le chiarissime indicazioni.

Ci sono due punti di osservazione: il primo e’ a soli 5 min dal parcheggio e offre la vista della cascata dall’alto, il secondo si raggiunge grazie a 240 scalini che ti portano giu’ vicinissimo alla base della cascata.

Indubbiamente il secondo punto e’ il piu’ bello e vale la pena camminare un po’ di piu’. C’erano pochissime persone quando siamo arrivati e cosi’ abbiamo avuto la cascata tutta per noi; la ricompensa e’ stata questa:

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♥ TEDDY’S LOOKOUT ♥

Questo bellissimo punto panoramico si trova a soli 15 min in macchina dalle cascate e percio’ e’ stato naturalmente il nostro secondo stop.

teddysUna volta parcheggiata la macchina, si segue il sentiero che si snoda in mezzo al bush e in pochi minuti si arriva alla piattaforma di osservazione. Ilpanorama e’ veramente da togliere il fiato e di nuovo, dato che c’erano poche persone attorno a noi, ci siamo potuti godere la fantastica vista in silenzio, immersi nella bellezza della natura.

teddys2Lungo il sentiero, vicino al parcheggio, ci sono alcune panchine e tavoli che sono un posto ideale per riposarsi e fare uno spuntino.

Ci siamo fermati li’ per pranzo e, a parte tre corvacci dallo sguardo truce che continuavano ad avvicinarsi al nostro tavolo (giuro che avevano adottato la tecnica dei velociraptor in Jurassic Park, due ci distraevano mentre uno cercava l’attacco al panino!) il posto era perfetto.

picnic spot

♥ KENNET RIVER E LA CAMMINATA DEI KOALA…CON SORPRESA ♥

Dopo pranzo, siamo tornati sulla Great Ocean Road con direzione Kennet River, verso ovest.

La sezione che va da Lorne a Apollo Bay e’ considerata la parte piu’ bella di questa famosa strada e sono d’accordo. Questo tratto e’ infatti tutto lungo la costa e per una volta sono stata grata del fatto che in Australia si deve guidare sul lato sinistro, perche’ questo significa che guidavamo proprio sul lato piu’ vicino alla scogliera (e dato che io ero il passeggero, letteralmente avevo tutto sul mio lato, solo Il finestrino a separarmi da cotanta bellezza).

Per quanto mi piaccia avere tutto organizzato, allo stesso tempo credo sia importante lasciare spazio per un po’ di flessibilita’. La Great Ocean Road e’ mozzafiato a dir poco e penso che la cosa bella sia semplicemente fermarsi ogni volta che si vuole, dove si vuole, senza l’ansia di raggiungere la prossima destinazione in fretta.

Ed e’ per questo che quando abbiamo visto un bellissimo arcobaleno (arco completo, mai visto prima!), abbiamo fermato la macchina semplicemente per ammirarlo.

rainbow2E cosi’ ci siamo resi conto che da questo parcheggio dove ci eravamo fermati, era possibile scendere in spiaggia e fare una bella camminata. Non sapevamo se avremmo avuto tempo (o sole?) ancora in un altro momento durante il week end, e cosi’ abbiamo spontaneamente deciso di cogliere l’attimo e andare. E non ci siamo pentiti.

beach beach3 beach-shellDopo questa passeggiata in spiaggia, abbiamo ripreso la macchina per continuare con il nostro itinerario originale e abbiamo raggiunto la localita’ di Kennet River, meglio conosciuto per la “Koala walk”, la camminata dei Koala. Chi mi conosce sa che non potevo assolutamente saltare questo punto!

Laciata la macchina al “Koala Cove Café’, abbiamo iniziato a camminare lungo questa strada che parte proprio di fronte al parcheggio del café’, ed e’ una bella strada delineata da alberi di Eucalipto per tutta la sua lunghezza.

Ero sicura che avremmo dovuto camminare un bel po’ prima di vedere un koala, anzi, non ero nemmeno cosi’ sicura ne avremmo visti proprio! Dopotutto non e’ uno zoo, questa camminata e’ in “casa” loro e quindi non c’era nessuna garanzia di vederli.

koala-cropped

                                Awwwn..semplicemente adorabile!

Invece, dopo solo qualche minuto di passeggiata, ecco li’
il primo! In neanche mezz’ora in tutto, abbiamo visto ben tre di queste palle pelose, che saltano all’occhio perche’ gli alberi di eucalipto non hanno un fogliame molto fitto; basta tenere gli occhi ben aperti e stare a nasu in su per vedere questo animale tutto accoccolato a ronfare beato in posizioni che ti fanno chiedere come facciano a stare comodi e a non cadere giu’ come pere cotte! (Google dice che lo strato di pelliccia sul loro didietro e’ piu’ spesso, inoltre hanno cuscinetti di cartilagine alla base della schiena che rende confortevoli le loro 20 ORE di dormita giornaliere).

Questi animali sono davvero di una tenerezza unica e guardarli nel loro ambiente naturale e’ ancora piu’ magico! Uno dei tre che abbiamo visto era il padrone di casa di un piccolo alberello di eucalipto sfigatino ( c’e’ sempre un solo koala per albero), ma era cosi’ basso che ho avuto una forte tentazione di salire su e abbracciarmi il koalino! (che probabilmente mi avrebbe lacerato in mille pezzi con I suoi artigli affilatissimi, dato che sono animali piuttosto aggressivi! Meglio lasciarli stare e continuare a sognare che siano tenerissimi orsacchiotti!)

FUN FACT: Ok, ora arriva la parte divertente della nostra avventura.

Il sopra detto koala tanto-vicino-e-tanto-carino ha naturalmente avuto tutta la nostra attenzione, dato che non c’erano altre persone in giro, oltre al fatto che era ben visibile essendo su un ramo relativamente basso.

Cosi’ ho iniziato a fare tipo 1000 foto, zoom qui, zoom la’, no troppo chiara, no troppo scura etc..

palla-di-peloIl koala ha dormito tutto il tempo, solo di tanto in tanto confermava di essere di fatto in vita, muovendosi appena appena.

Mentre ero li’ tutta focalizzata sul koala in totale adorazione, ho visto qualcosa cadere giu’ rapidamente dal ramo. Inizialmente non ci ho fatto molto caso ma poi la cosa ha continuato a ripetersi tipo ogni minuto. Cosi’ ho chiamato l’ormai annoiato Sam (sono stata a fissure questo koala A LUNGO), che tranquillamente ha annunciato: “Sta facendo la cacca”.

Ma come??

E’ iniziata cosi’ un’interessante e accesa discussione, io che sostenevo che era impossibile stesse facendo I suoi cari bisognini MENTRE dormiva, sicuramente erano pezzetti di corteccia, rametti che ne so qualcosa sul ramo che evidentemente cadeva a causa dei movimenti del koala (quasi inesistenti pero’! E questo confutava la mia teoria in effetti). Sam continuava ad insistere che fosse cacchetta e cosi’ ci siamo avvicinati un po’ di piu’ al non ben identificato oggetto.

Piu’ vicino…piu’ vicino ancora…e plof! Un’altra pallina e’ cascata giu’, mancando la faccia del povero Sam di giusto qualche mm!

E cosi’ l’abbiamo visto chiaramente: un mucchietto di palline che per forma e colore ricordavano delle olive o anzi, delle mini uova di drago ( Fans del Trono di Spade, so che voi mi potete capire in questo momento. Esattamente come QUELLE tre, con quella stessa superficie squamata quasi, solo molto piu’ piccole!).

Non c’era piu’ storia. La conversazione era finita: quella era cacca di Koala!

Google Immagini ha confermato quello che ormai era un piccolo dubbio, aggiungendo l’interessante dettaglio che questa cacca apparentemente profuma di Eucalipto (essendo questo l’unica cosa che I koala mangiano). No, non posso dire di aver voluto confermare questo dettaglio.

Ho provato a cercare la conferma che I Koala possano fare I loro bisogni e dormire allo stesso tempo, ma quest’informazione sembra troppo anche per Google!

Ma dato che dormono fino a 20 ore al giorno e il resto del tempo mangiano, sembra abbastanza ragionevole pensare che possa capitare anche mentre sono belli rilassati nel mondo dei sogni koalesco!

Ma che abilita’ speciali! Non sono sempre piu’ simpatici questi koala??

♥ I DODICI APOSTOLI E I GIBSON STEPS ♥

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Per quanto riguarda questa bellezza naturale famosa in tutto il mondo, ho solo un suggerimento: prenotate una sistemazione nei dintorni (noi siamo stati al 12 Apostles Motel and Country Retreats, 80 € a notte ) e fate lo sforzo di alzarvi presto la mattina per andare a vederli mentre sorge l’alba.

Ne vale davvero la pena.

Il cottage dove abbiamo pernottato e’ a soli 5 minuti di macchina e quando siamo arrivati agli Apostoli la domenica mattina che era ancora buio, c’erano solo 5 persone oltre a noi!Impagabile!

Ok, faceva un freddo cane ma non dimentichero’ mai il tempo che abbiamo trascorso li’, passando da una piattaforma di osservazione all’altra, ascoltando il rombo dell’oceano, le onde frantumarsi sulle rocce, sentendo dentro la forza selvaggia di Madre Natura che in quel momento di manifestava in tutta la sua grandezza, quasi affogando in tutta questa bellezza cruda che non smetteva di affascinarmi.

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Mi sentivo come drogata. Volevo urlare, volevo ridere, volevo poter in qualche modo abbracciare quella meraviglia, quella forza selvaggia, quel potere primordiale e portarlo con me in qualche modo. C’e qualcosa di intensamente drammatico in questa costa sbattuta dal vento e dalle intemperie; mentre si osserva la forza degli elementi prendere forma sotto ai tuoi occhi, si prova una sensazione inebriante e tutto il resto, compreso te stesso, sembra cosi’ piccolo e fragile a confronto.

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So che tutto questo mi fa sembrare un po’ suonata, ma e’ quello che questo posto mi ha fatto provare.

Questi giganteschi pilastri di pietra calcarea si elevano maestosi dalle acque dell’oceano Australe. Anche se sono chiamati “12 Apostoli”, solamente 8 sono rimasti e la forza brutale delle onde continua ad eroderli alla velocita’ di 2 cm ogni anno. Uno degli Apostoli ha ceduto ed e’ collassato nell’acqua solamente pochi anni fa, nel 2005.

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I GIBSON STEPS sono circa 90 gradini costruiti vicino alla roccia che ti portano giu’ sulla spiaggia. Da qui, si puo’ camminare a ridosso dell’impressionante scogliera alta 70 metri e vedere meglio gli apostoli (se ne vedono chiaramente due, e uno di loro l’ho soprannominato “Il Panettoncino” e sono sicura capirai perche’), che appaiono in tutta la loro maestosita’ e non puoi far altro che sentirti un nanetto a confronto.

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E’ importante stare molto attenti in questo particolare punto, a volte se la marea e’ alta puo’ non essere possibile scendere in spiaggia. Le onde dell’oceano poi sono enormi e il frastuono e’ assordante. Ho letto che queste onde sono davvero potenti e possono facilmente risucchiarti e trascinarti nell’oceano. Un suggerimento diffuso e’ quello di non dare MAI le spalle all’oceano e non allontanarsi troppo dagli scalini perche’ la marea sale veramente in fretta.

Ma, a parte questi noiosi ma necessari consigli da mammina, non posso far altro che raccomandare vivamente di scendere questi gradini per sentirsi ancora piu’ a contatto con queste gigantesche rocce, sentire tutta la forza e gioire nel sentirsi nulli di fronte alla natura.

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♥ PORT CAMPBELL NATIONAL PARK ♥

I 12 Apostoli sono l’attrazione piu’conosciuta della zona, ma c’e molto altro da vedere.

Il Parco Nazionale di Port Campbell comprende molte altre formazioni rocciose stupendamente deformate dalle onde oceaniche, ognuna di loro unica a modo suo e ognuna degna di una sosta.

Il tempo quella domenica di Luglio non era certo dei migliori, ma in qualche modo l’occasionale pioggia e il forte vento hanno contribuito ad aggiungere drammaticita’ a quest’ aspra e stupendamente terrificante sezione di costa.

Il Parco Naturale e’ a dir la verita’ solo una parte di quella che e’ chiamata la “Shipwreck Coast” ( la costa dei naufragi), che si estende da Moonlight Head a Port Fairy e il suo nome non ha bisogno di ulteriori spiegazioni: si dice che almeno 700 vascelli siano affondati e si trovino ancora tra le turbolenti acque di questa zona.

  • LOCH ARD GORGE

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Questa impressionante gola prende il nome dalla nave “Loch Ard”, un vascello inglese diretto a Melbourne che affondo’ in questa zona nel 1878, a causa della nebbia fitta.

E’ famosa la storia che solo due dei 54 passeggeri sopravissero ed erano due teenager di nome Eva e Tom.

La gola si trova a soli pochi minuti di macchina dagli Apostoli e ci sono piattaforme di osservazione dall’alto cosi’ come scale che portano alla spiaggia per una visione piu’ diretta.

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  • LONDON ARCH

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Questo arco si e’ formato da un graduale processo di erosione ed inizialmente c’era un vero e proprio ponte che collegava la terraferma alla parte di roccia nell’oceano: questo ponte pero’ e’ collassato inaspettatamente nel gennaio 1990, lasciando due turisti che l’avevano appena attraversato bloccati sulla roccia. Un elicottero e’ stato usato per salvarli.

Prima del collasso di questa parte, era chiamato “London Bridge” per la sua somiglianza al ponte londinese.

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  • IL GROTTO

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Questa formazione rocciosa e’ senza ombra di dubbio la mia preferita, perche’ questo buco/grotta ha qualcosa di magico e affascinante.

Ci sono un paio di piattaforme di legno che permettono di osservarla dall’alto e poi alcuni scalini che ti portano giu’ faccia a faccia con la grotta.

La piattaforma che si trova direttamente di fronte e’ piuttosto piccola e ancora una volta sono stata grata al fatto che eravamo d’inverno perche’ solo poche altre persone erano presenti e abbiamo potuto prenderci il nostro tempo per goderci appieno “the Grotto”.

Se capiti in questa zona in un periodo piu’ affollato, il suggerimento e’ arrivare qui almeno prima delle 14:00. Nel pomeriggio infatti arrivano le corriere che partono da Melbourne (proprio cosi’, questi tour condensano tutte queste meraviglie in un giorno solo!!), riversando in breve tempo un gran numero di turisti: evitare se possibile!

E ne vale davvero la pena, prendersi tutto il tempo che si vuole per ammirare questo piccolo gioiello, guardare dentro il buco e perdersi con lo sguardo lontano nell’oceano.

Sembra quasi di spiare all’interno di un mondo magico, di sbirciare da una porta segreta dentro alla natura per sorpredersi delle meraviglie che ha saputo creare.

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  • HALLADALE POINT

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L’ultima nostra fermata e’ stata una bella sorpresa. Questo punto non e’ molto conosciuto dato che la maggior parte dei turisti si ferma al ben piu’ famoso “Grotto”: ma che errore!

Trovo che questo punto sia molto affascinante, selvaggio, aspro e penso sia anche molto simile ai 12 Apostoli. Il nome di nuovo deriva da un’imbarcazione che naufrago’ tra queste acque nel 1908, chiamata “Falls of Halladale”.

Dopo aver parcheggiato, bisogna camminare per alcuni minuti lungo un sentiero delineato da fitta vegetazione fino a che la vista si apre rivelando un paesaggio da togliere il fiato. Lo spazio e’ molto aperto qui ed esposto alla forza degli elementi e il vento era particolarmente forte e freddo. Alla tua destra puoi vedere le formazioni rocciose emergere dalle acque dell’oceano, esattamente come I ben piu’ famosi “Apostoli”. Forse non cosi’ ben delineati, ma ugualmente belli e selvaggi.

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E cosi’ il nostro weekend e’ finito in fretta, lasciandoci con un’esperienza incredibile che e’ stata perfetta nella sua fredda e ventosa imperfezione e mi ha fatto apprezzare la bellezza di questo giustamente famoso angolo di paradiso nonostante il tempo non meraviglioso.

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