A lavorare patate in Australia: una video-story

Come tanti altri prima di noi, Sam ed io abbiamo deciso di lavorare in una farm (ovvero in un’ azienda agricola ) per avere il rinnovo del visto.

La famosa Visa 417, piu’ conosciuta col nome di “Working Holiday Visa”, da’ la possibilita’ a ragazzi di eta’ compresa tra i 18 e I 30 anni in possesso di un passaporto di uno dei paesi aderenti, di stare in Australia per un anno.

Puo’ essere rinnovata, una volta soltanto pero’, per 12 ulteriori mesi, a patto che si siano completate le ormai famose ( immagino che ne avrete sentito parlare da qualcuno, vero?) 88 giornate di lavoro specifico ( ossia nelle campagne, miniere o nelle costruzioni ) in una zona rurale australiana.

Questo (e la modica cifra di 450 dollari ) e’ tutto quello che bisogna fare per avere l’opportunita’ di esplorare “Stralya” ancora per un altro anno.

Noi abbiamo trovato il nostro posto di lavoro a Bungaree, nello stato del Victoria, grazie all’ Harvest Trail Number. ( nel caso vi serva, e’ 1800 062 332 ).

E’ un numero nazionale gratuito , aperto Lunedi-Venerdi’ in orario di ufficio, che fornisce informazioni e numero di telefono dei contadini che stanno cercando lavoratori nella zona dove ti trovi al momento della chiamata ( oppure ti dicono le aree dove spostarsi per avere maggiori chances). Non posso ringraziare abbastanza queste persone e se anche tu, come noi, non hai nessun contatto o non conosci nessun amico-di-amico-che-conosce-un-contadino e non vuoi finire nei “working hostels”, questo e’ il numero da chiamare per sentirsi meno persi.

La nostra destinazione originale era Robinsvale e teoricamente avremmo dovuto raggiungerla in 3 giorni di macchina, partendo da Sydney. Ma la vita, si sa, non va sempre nel modo che hai programmato ( a dir la verita’, quando mai lo fa? ) e cosi’ quel viaggio e’ finito per durare 6 giorni, grazie al miglior campervan che avessimo mai potuto desiderare!! Ma questa e’ una storia per un’altra volta…

E cosi’ era ormai troppo tardi per il primo lavoro che avevamo rincorso. Ma sulla strada per il Victoria abbiamo continuato a chiamare quel numero tutti i giorni, finche’ un bel giorno ci hanno dato il numero di Russell. Un rapido ed informale colloquio telefonico ci ha fatto ben sperare e in serata abbiamo ricevuto il messaggio di conferma: il lavoro nella potato farm era nostro!

E cosi’ siamo finiti a Ballarat ( pronunciato Ballaraaaaaaaaat – no davvero le prime volte mi spanzavo quando  sentivo le persone pronunciarlo ), non sapendo nulla della citta’ che avremmo chiamato casa per i successivi 5 mesi ( e che e’ solo 15 minuti da Bungaree, il paradiso delle patate).

Ci sono cosi’ tante cose che potrei dirvi di questa esperienza, di come ci siamo affezionati alle persone incontrate, di come un lavoro che di certo non sembrava il migliore al mondo (mal di schiena, polvere, freddo e fango sono solo alcuni dei simpatici effetti collaterali compresi ) si sia rivelato non poi cosi’ male, grazie alle risate fatte, alla buona compagnia dei contadini e dei colleghi, allo “smoko” ( la lunga pausa caffe’!) passato a parlare di cose della campagna e a fare del gossip leggero sui vicini di campo ( ebbene si, si gossipa in tutti gli ambienti!).

Potrei parlarvi di quanto ho amato la sensazione di liberta’ nell’andare a lavorare struccata, senza perdere tempo la mattina a pensare “ma che mi metto oggi? E come diavolo sistemo sti capelli”?.

Potrei parlarvi di come mi impolveravo tutti i giorni e di come mi faceva ridere, delle piccole cose mi hanno reso felice: piccole cose come tenere la rossa fredda terra Australiana tra le dita e sentire una connessione con questa paese ,cosi’ lontano eppure cosi’ simile a casa; guardare le pecore e i cavalli immobili sotto la pioggia; ammirare il tramonto sui campi sconfinati dopo un lungo giorno di lavoro; un bicchiere di vino a cena realizzando che non mi sono portata neanche un po’ di lavoro a casa; che la mia mente finalmente si e’ calmata.

Potrei parlarvi di tutto questo, oppure posso lasciarvi guardare questo bellissimo video che Sam ha creato … e’ la nostra dedica a questa esperienza, ora che e’ gia’ diventata parte del nostro passato, ora che stiamo per iniziare una nuova avventura… perche’ a volte le immagini parlano piu’ delle parole.

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4 pensieri su “A lavorare patate in Australia: una video-story

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